Quello che misuro, scritto per esteso.
Un sito che vende citabilità deve produrre materiale citabile. Qui pubblico le definizioni operative e il ragionamento che uso nel lavoro: come si misura, cosa si può dimostrare e cosa no. Nessun contenuto promozionale travestito da approfondimento.
Un contenuto di definizione al mese, più le letture pubbliche su brand reali quando ci sono dati da mostrare.
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Cosa rende una scheda prodotto leggibile da un agente d'acquisto
Un agente d'acquisto non valuta la persuasione, verifica i vincoli. Prezzo, disponibilità, tempi di consegna, resi e attributi della variante devono essere risolvibili senza interpretazione. Se un vincolo non è verificabile la scheda viene scartata a favore di una che lo espone, anche quando il prodotto è peggiore.
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Come si misura la visibilità su un motore generativo
Non si misura un posizionamento, si misura una frequenza. Si fissa un set di domande, si ripete ogni domanda più volte in sessioni pulite, e si registra quante volte il brand compare e quali fonti la risposta ha usato. Il dato utile è la frequenza su condizioni dichiarate, confrontata con la stessa misurazione ripetuta più tardi.
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GEO e AEO: cosa cambia davvero nella pratica
GEO e AEO non sono sinonimi. L'AEO lavora sull'estraibilità: rendere una risposta prelevabile da una pagina. Il GEO lavora sulla citabilità: far sì che un motore generativo scelga te come fonte mentre costruisce la risposta. Il primo è un problema di forma del contenuto, il secondo di autorevolezza e coerenza dell'entità.
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llms.txt: cosa fa, cosa non fa, e perché lo pubblico comunque
llms.txt è un file markdown che indicizza le pagine canoniche di un sito. Nessun grande fornitore lo usa come segnale di visibilità, e uno studio su trecentomila domini non trova aumenti di citazioni attribuibili al file. Resta utile come artefatto di coerenza dell'entità, a costo quasi nullo. Lo pubblico per quello.
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Chiarezza dell'entità: farsi riconoscere prima di farsi citare
Prima di decidere se citarti, un motore deve capire chi sei e distinguerti dagli omonimi. Incrocia i dati strutturati del tuo sito, gli identificatori canonici e le descrizioni che fonti terze danno di te. Se quei tre livelli si contraddicono il sistema non sceglie il più probabile: resta incerto e passa a una fonte più chiara.
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Perché molti crawler AI non vedono il tuo sito
I crawler di OpenAI, Anthropic e Perplexity non eseguono JavaScript: leggono l'HTML che il server restituisce alla prima richiesta e proseguono. Googlebot, Gemini e Applebot invece renderizzano. Se prezzo, testi o navigazione compaiono solo dopo il rendering, per il primo gruppo la pagina è vuota, e si verifica in dieci minuti.
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Dati strutturati per l'AI: cosa serve e cosa è teatro
I dati strutturati dichiarano di cosa parla una pagina, non la fanno posizionare. Google documenta un elenco finito di tipi che producono un risultato ricco e dichiara che il markup corretto non garantisce comunque la comparsa. Tutto ciò che sta fuori da quell'elenco è schema valido che non attiva nulla.
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Come un motore generativo costruisce una risposta
Una risposta generativa passa per quattro fasi: interpretazione della domanda, recupero dei documenti, verifica che il testo recuperato regga l'affermazione, e sintesi. La citazione è un quinto passaggio separato, deciso dopo. Essere recuperati non significa essere citati, e i due problemi si correggono in modi diversi.
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Come si misura la visibilità su un motore generativo, spiegato per esteso. Leggi l'articolo
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